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lizzazione, corsi di “management”, corsi di lingue estere, conversazioni e dibattiti,
“stages” all’estero.
D’altro canto, l’Istituto era ben consapevole che ogni azione formativa implicava
un sacrificio anche per il Personale. Lo confermava nella stessa relazione di bilancio,
proprio nei due ultimi paragrafi conclusivi: “Le moderne necessità organizzative si sono
irresistibilmente affermate, anche nelle banche, e l’Istituto ne ha largamente usufruito.
Il personale in questo processo irreversibile di evoluzione delle tecniche operative, deve
necessariamente sottostare ad una richiesta di maggior qualificazione e di sempre mag-
gior specifica continua preparazione. E’ quindi un maggior sacrificio che si richiede al
personale tutto, in quanto è nelle sue capacità umane e tecniche la premessa essenziale
per un ulteriore sviluppo del “San Paolo”. Si è certi che il personale risponderà con en-
tusiasmo ed in modo positivo a questa richiesta perché convinti che parte preponderante
nella soddisfazione che si deve trarre dal proprio lavoro è costituita dal fatto che allo
stesso corrispondano risultati chiaramente positivi.”
12. Risultati definiti nella relazione di bilancio “particolarmente sod-
disfacenti”
Il bilancio del 1967 si chiuse con un utile globale netto di 1.842 milioni di lire.
Nel totale delle tre Sezioni, i Fondi Patrimoniali ammontarono a livello di Istituto a
15,8 miliardi, a seguito dei consueti accantonamenti e dopo le assegnazioni statutarie
dell’utile netto. Fondi che trovavano un rafforzamento cospicuo nel complesso,
sempre in aumento, delle proprietà immobiliari, che unitamente ai mobili e alle
attrezzature, era contabilizzato simbolicamente con il valore di 1 lira, grazie all’an-
ticipato totale ammortamento effettuato nello stesso anno di acquisizione. La quota
statutaria di utile erogabile dal Consiglio di Amministrazione per scopi filantropici,
benefici, culturali e di pubblica utilità venne determinata in 818 milioni di lire.
13. Il saluto del Presidente al Direttore Generale uscente Francesco Rota
e al nuovo Direttore Generale Carlo Guaraldi
Nella prima metà del 1968 era ormai divenuta di domini pubblico la notizia
dell’uscita dall’Istituto del cav. del lav. Dott. Francesco Rota, dopo 40 anni di
servizio di cui gli ultimi 10 come Direttore Generale, per assumere un’alta carica
nel Gruppo Fiat. Del resto, le sue dimissioni datavano dal 22 dicembre 1967, in
1967 - LA CONFERMA DEL RUOLO PROPULSIVO - 159

