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formava ormai peculiare caratteristica della sua azione sul mercato, rafforzando la sua
               presenza in attività direttamente legate alla struttura delle zone in cui operava.
                  Ma gli interventi dell’Istituto, oltreché dispiegarsi in modo più incisivo nei settori
               fondamentali della vita economica quali i trasporti, l’energia elettrica e del gas, l’edilizia e
               le opere pubbliche, continuarono a svilupparsi con le nuove formule del “credito persona-
               le” e del “credito al consumo” introdotte nel 1967, nel promettente contesto sociologico
               dei lavoratori in cui era entrato con la più ampia disponibilità. Si erano infatti palesati
               oltremodo interessanti i risultati ottenuti nell’esercizio precedente di quella che fu allora
               una moderna forma di supporto creditizio, a tassi decisamente competitivi, necessari per
               consentire la fruizione di beni altrimenti irraggiungibili. Del resto con questi interventi,
               l’Istituto svolgeva sul mercato del credito ai lavoratori una valida azione calmieratrice
               di sicuro effetto sociale.  .
                  Quanto alla politica dei tassi attivi, un’attenzione particolare fu posta nel corso
               dell’anno per evitare che lo sviluppo degli impieghi fosse influenzato dalla particolare
               situazione congiunturale e  da irrazionali e avventate attività concorrenziali. A un’illogica
               concorrenza sui tassi, l’Istituto preferiva la concorrenza, più completa e efficace, della
               qualità del servizio prestato.

                  4. La vigorosa attività di sostegno dell’edilizia, delle opere pubbliche e dell’a-
               gricoltura


                  La ripresa edilizia vide in prima linea il San Paolo, che come sempre svolse una vi-
               gorosa attività di sostegno del settore. Il bisogno della casa era venuto a configurarsi in
               quel tempo come una delle aspirazioni più sentite, un’esigenza ormai primaria nell’am-
               bito del miglioramento del tenore di vita. Sentiva perciò l’Istituto suo imprescindibile
               dovere facilitare l’accesso alla proprietà immobiliare di strati sociali sempre più ampi.
               L’elevatissimo numero di mutui fondiari gestiti, per un valore medio intorno ai 5 milioni
               di lire, ne era il segno tangibile. Al tempo stesso, non furono sottaciuti dall’Istituto i
               potenziali ritorni di un’azione pur doverosa. Venivano infatti considerati i positivi effetti
               psicologici connessi all’acquisto di un’abitazione, che si sostanziavano in un forte stimolo
               al risparmio, come l’esperienza dell’Istituto attestava.
                  In un mercato così vivace non potevano che essere eclatanti i dati relativi alle opera-
               zioni effettuate dalla Sezione Credito Fondiario. Nel corso del 1968 la Sezione stipulò
               mutui fondiari per  un totale di 92 miliardi di lire, cifra che si iscrisse come un “record”
               nell’attività fino a quell’anno espletata.




                                    1968 - UN VIBRANTE APPELLO NELLA RELAZIONE DI BILANCIO - 163
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