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oggi, rischi in atto di diventare un ambito troppo angusto per un organismo che, di anno
          in anno potenziandosi, è ormai pervenuto ad una struttura che lo qualifica tra i maggiori
          enti bancari nazionali ed internazionali. Non si vuole qui usare la ritrita definizione di <<
          spazio vitale>>; si desidera semplicemente sottolineare come una più ampia zona operativa
          appaia ormai auspicabile per consentire agli Organi decisionali dell’Istituto – unico fra quelli
          di diritto pubblico ancora ristretto in una cerchia interregionale – di addivenire non solo ad
          una semplice più qualificata ripartizione geografica e settoriale dei rischi, ma di realizzare
          altresì quella maggiore funzionalità dell’apparato insito nella possibilità di meglio utilizza-
          re, tecnicamente ed istituzionalmente, risorse ed energie qui largamente disponibili in altre
          località o zone, specie poi se necessitanti di essere accompagnate o sorrette nei loro programmi
          di sviluppo. L’esperimento delle <<Delegazioni di credito fondiario>> al Sud (Napoli, Bari,
          Catania), a distanza di qualche anno, può dirsi felicemente riuscito nell’interesse delle zone
          in cui dette Delegazioni operano e pare questa – seppur anche limitata come campo d’azione
          – la prova migliore del contributo che, con l’efficienza della propria organizzazione, l’Istituto
          ritiene di essere in grado di offrire all’economia nazionale.”
            A ben vedere, si trattò di molto più di un auspicio – quale appare dal testo “…si
          desidera semplicemente sottolineare come una più ampia zona operativa appaia ormai auspi-
          cabile…” –, quanto piuttosto di un forte appello alla Vigilanza a valorizzare le potenziali
          risorse di una banca per lo sviluppo dell’economia nazionale. Tanto più meritevole
          di accoglienza dal momento che il San Paolo continuava imperterrito a sviluppare le
          strutture di supporto all’attività operativa. Non per nulla, proprio alla data della rela-
          zione (21 aprile 1969), erano in fase di ultimazione i lavori di ampliamento del Centro
          Contabile. Al termine delle opere si sarebbe disposto di un’area doppia di quella che
          nel 1968 ospitava le apparecchiature e i servizi annessi. Al tempo stesso nel novero dei
          macchinari entrò nel corso del 1969, il nuovo IBM della serie 360/50, quale ultimo
          calcolatore elettronico del già nutrito parco preesistente.

            8. L’attestazione del valore del Personale nella relazione di bilancio


            Il San Paolo era ben conscio che per raggiungere nuovi traguardi era necessario disporre
          di un sempre più qualificato capitale umano in grado di attuare e dirigere le strutture di un
          moderno concorrenziale istituto di credito. Di conseguenza nel 1968 vennero promossi
          numerosi e diversificati corsi di qualificazione del Personale, un corso di  specializzazione
          e formazione e brevi corsi, in particolare nei settori titoli e estero. Importante fu anche
          la partecipazione di dipendenti a “stages” presso corrispondenti esteri.




          166 - IL SAN PAOLO DI TORINO - 1946-2006
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