Page 200 - demo
P. 200
4. La novità del raddoppio dei fondi patrimoniali in sede di ristruttu-
razione del bilancio
I risultati economici del 1973 furono in linea di continuità con quelli dell’e-
sercizio precedente, pervenendo al totale di 2,7 miliardi di lire l’utile netto globale
dell’Istituto.
Notevolmente discontinua fu invece la linea di incremento del tutto eccezionale
dei Fondi Patrimoniali dell’Istituto, in quanto erano aumentati di 59,3 miliardi in
sede di ristrutturazione del bilancio per effetto del trasferimento a “riserva ordinaria”
di disponibilità già tassate dell’Azienda Bancaria, costituite nel corso degli anni da
accantonamenti e fondi che presentavano eccedenze per pari ammontare rispetto
ai relativi oneri. La ristrutturazione era stata naturalmente disposta dall’Ammi-
nistrazione dell’Istituto a seguito dei riscontri contabili delle eccedenze, che ne
avevano accertato la natura di fondi patrimoniali. Di conseguenza. il patrimonio
netto dell’Istituto (sotto la voce “Fondi Patrimoniali” e in anni successivi “Fon-
di Patrimoniali e Riserve”), a seguito del trasferimento a “riserva ordinaria” delle
eccedenze di 59,3 miliardi e dopo l’assegnazione statutaria della quota di utile di
1,3 miliardi, si elevò da 45,1 miliardi a 105,7 miliardi. Venne quindi riflesso dal
bilancio al 31 dicembre 1973 un abbondante raddoppio dei fondi patrimoniali
rispetto all’anno precedente.
Puntuale fu in proposito la relazione del Collegio Sindacale, che asseverò le ragioni
illustrate dal Consiglio di Amministrazione nella sua relazione a giustificazione
dell’operazione deliberata. Di fatto puntualizzò che, in buona sostanza, si trattava
di “accantonamenti” e di “fondi” che presentavano eccedenze rispetto agli oneri per
i quali nel tempo erano stati costituiti, al netto dei tributi in precedenza assolti.
Addirittura il Collegio Sindacale allargò per soprammercato il campo delle
proprie considerazioni, pervenendo a una conclusione di alta dottrina civilistica
e tributaria meritevole di trascrizione: <<Il Collegio Sindacale, pur non ignorando
come l’indiscriminato utilizzo delle così dette “riserve tassate” sia controverso , tanto in
dottrina quanto in giurisprudenza, attentamente vagliate le argomentazioni svolte dal
Consiglio di Amministrazione nella sua relazione ed attentamente esaminata la con-
gruità degli ammontari utilizzati a carico dei vari “Fondi”, ritiene di poter convenire
sulla legittimità, tanto civilistica quanto fiscale, dell’operazione, ritenuto anche che
l’attuato trasferimento dai “fondi” alla “riserva ordinaria” non solo lascia integra, anche
nelle prospettive future, la situazione patrimoniale ed economica dell’Istituto, ma lascia
1973 - IL RADDOPPIO IN BILANCIO DEI FONDI PATRIMONIALI - 199

