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gli investimenti finalizzati alla diffusione dell’automazione. Basti evidenziare che il
numero di apparecchiature informatiche periferiche – terminali e personal computer
– registrò un incremento del 23%. Altrettanto significativi furono l’ampliamento
della rete di sportelli Bancomat, che a fine anno contava 218 unità operanti, e la
crescente diffusione dell’home banking, un servizio bancario a elevato valore aggiunto
al domicilio del cliente, le cui utenze erano triplicate nel corso dell’anno.
In un contesto di così intensa crescita delle variegate attività svolte nei diversi
mercati, in Italia e all’estero, aumentarono anche le risorse umane, pur in presenza
delle citate strategie di automazione, sia negli uffici centrali sia nelle Filiali. A fine
anno l’organico dell’Istituto ammontava a 12.486 dipendenti, contro i 12.099
dell’anno precedente. Rilevante fu l’incremento degli addetti operanti sui mercati
esteri, cresciuti del 35%; il che testimoniava il rilievo strategico che il San Pao-
lo attribuiva allo sviluppo della rete internazionale. Sul consueto versante della
formazione, venne ulteriormente incrementato il coinvolgimento del Personale,
impegnando 5.500 dipendenti (+10%) a tutti i livelli professionali. Come può
evincersi, si trattava ormai di un “modello San Paolo”, confermato del resto dalla
felice enunciazione tratta dalla relazione di bilancio, secondo cui “le risorse umane
rappresentano l’unico anello in grado di raccordare i sempre più rapidi cambiamenti
dell’ambiente esterno con quelli interni all’azienda.”
6. La continuità dei positivi risultati economici nel contesto della riforma
della struttura patrimoniale dell’Istituto
Fu il 1987 un anno veramente premonitore, in quanto l’Istituto varò un’im-
portante riforma della propria struttura patrimoniale, che gli consentiva non solo
di meglio rispondere alle mutate realtà economico-operative e sociali esterne, ma
anche di ricorrere al mercato dei capitali. D’altronde, queste esigenze erano alla
base delle ultime considerazioni formulate dalla Banca d’Italia in merito all’ipotesi,
che circolava negli ambienti autorevoli, di trasformazione degli Istituti di Credito
di Diritto Pubblico in Società per Azioni; trasformazione istituzionale che per il
San Paolo si avverò 5 anni dopo. La riforma venne attuata con modifiche statutarie
approvate con Decreto del Ministro del Tesoro del 17 giugno 1987. Il nocciolo
duro delle modifiche era l’introduzione di un “Capitale di fondazione” nell’Azienda
Bancaria, costituito mediante l’utilizzo di fondi patrimoniali della stessa, iscritti nel
bilancio al 31/12/1986 per un ammontare complessivo di L. 2.000 miliardi, al quale
1987 - VERSO UN GRUPPO BANCARIO INTERNAZIONALE POLIVALENTE - 297

